Propositi per il nuovo anno

abstract art blur bokeh
Photo by freestocks.org on Pexels.com

Quando un anno sta per volgere al termine sono solita fare il punto su ciò che è stato e su quel che voglio cambiare o migliorare nell’anno a venire.

Il 2018 è stato veramente pesante e, onestamente, non vedo l’ora finisca e si inizi un nuovo calendario…

Prima ci sono stati i problemi di lavoro per cambio di responsabile e trasferimento a 80 km di distanza, poi i problemi familiari nel tentativo, fallito miseramente, di riorganizzare la vita sulla base delle inaspettate novità professionali poi, come se ciò non bastasse, si sono aggiunti i problemi di salute (che purtroppo ancora mi accompagnano)… Insomma, per me un anno da dimenticare sotto numerosi punti di vista.

Alcune note di merito sono da dare, intendiamoci: mi riferisco in particolar modo all’ambito familiare che, seppur messo a dura prova da problemi lavorativi e di salute, non solo ha retto ma, anzi, ne è uscito rafforzato.

In ogni caso però il bilancio complessivo è negativo. Non ci sono dubbi.

Ora però è ora di voltare pagina. Se paragono la vita ad un libro, non vedo l’ora di leggere il prossimo capitolo! Ecco perché sono ansiosa che arrivi il nuovo anno, con tutto ciò che di fresco e positivo porterà.

Il bilancio è stato fatto, le aspettative per il 2019 rivelate…cosa manca?

Ovvio, è necessatio stilare i buoni propositi per l’anno che verrà.

I miei sono questi:

– dare più importanza alle persone che meritano e allontanare le cd. ” mele marce” ovvero quei soggetti negativi che, per egoismo o ignoranza, non portano che guai, stress e patimenti

– dare maggior valore a chi mi vuol bene imparando a dimostrar loro il mio affetto

– mantenere vivo il ricordo di ciò che è successo nell’anno passato per vivere più pienamente e consapevolmente quello nuovo

– mettere sempre al primo posto famiglia e salute perché, senza questi due elementi, nulla conta davvero

– amarmi un po’ di più dando il giusto peso alle incombenze quotidiane senza però superare il limite in quanto, essere realizzati è importante ma anche stare bene con sé stessi, non è da meno

– ultimo buon proposito è quello di cercare di vivere con più leggerezza e positività, come fanno i bambini, per ritrovare la spensieratezza e la fiducia nel futuro che tanto mi sono mancate quest’anno

Un uomo saggio una volta mi ha detto: ” La vita può essere capita solo voltandosi all’indietro ma va vissuta solamente guardando in avanti…”

Se la meta è lontana, corri ancora più forte

asphalt blue sky clouds countryside
Photo by Nextvoyage on Pexels.com

Capita a tutti di sentirsi demotivati e depressi perché le cose non vanno come desideriamo o poiché sulla nostra strada abbiamo incontrato problemi e intoppi.

Personalmente, mi è successo un’infinità di volte di sentirmi a terra e guardare al domani con timore e sospetto.
Soprattutto quando le cose non sono andate come mi aspettavo…
Anziché rimettermi in piedi e lottare per ciò che desideravo ho preferito lasciar perdere, fare retromarcia per non rimanere nuovamente delusa.

Ah, che rovina la paura del fallimento! Fa più danni degli incidenti stradali.

Mollo per non rischiare che vada nuovamente male, lascio per timore di non essere all’altezza dell’obiettivo prefissato, rinuncio per paura di non arrivare alla meta. Quanti sacrifici per paura di soffrire… Troppi a mio avviso.

Si dice che “chi non risica, non rosica”, “chi rinuncia , ha già perso in partenza”.

Ritengo che questi messaggi siano corretti. Chi rinuncia senza nemmeno tentare di arrivare alla meta, chi decide di non rialzarsi perché la vita l’ha deluso, chi si lascia dominare dalla paura, ha già perso!

Colui che ha il terrore di rischiare difficilmente potrà ottenere ciò che desidera. Nella vita tutto è sacrificio. Nulla si ottiene senza sudore, dedizione e pazienza.

Credere in qualcosa che non si può toccare come il futuro è un atto di fede.

Decidere di riprovarci dopo una sconfitta è un atto di coraggio.

Scegliere di non mollare anche se si è stanchi e demotivati è frutto di pazienza e costanza.

Chi rinuncia, chi si ferma, chi è preda della paura del domani ha bisogno di ritrovare questi concetti fondamentali: fede, coraggio, pazienza e costanza.

La fede è un elemento fondamentale perché solo chi crede in sé stesso, nel prossimo e/o nel domani riesce a lasciarsi andare.

Il coraggio è necessario per riuscire a buttarsi, senza che le paure siano un freno.

La pazienza e la costanza servono per aiutarci nell’attesa senza ansie e paranoie.

Colui che possiede questi quattro elementi non avrà dubbi sul da farsi. Anche se la vita lo metterà a dura prova, sarà in grado di rialzarsi e continuare a lottare per ciò in cui crede.

I limiti solo nella nostra testa. L’unica vera barriera, siamo noi stessi e le nostre paure.

Rinunciare ai propri sogni e desideri è una scelta. Rischiare e mettersi in gioco per ottenerli altrettanto.

Non sto dicendo che nella vita basta crederci per evitare sconfitte e problemi. Questi ultimi sono una variabile necessaria della nostra esistenza e prima o poi arriveranno, che lo si voglia o meno. Dico solamente che rinunciare senza nemmeno provarci è come non assaggiare un alimento perché potrebbe non piacerci. Certo è possibile, ma non è detto.

Si può tentare e sperare che le cose vadano come ci si augura mettendo in conto che ciò potrebbe non accadere oppure mollare ed essere certi che, a meno di un miracolo, nulla di ciò che desideriamo arriverà mai.

E’ una scelta. Quella tra il rischiare di essere felici e l’essere certi di non poterlo essere.

Cani, gatti & co. amici dei bambini

IMG_20181211_164241_016

Oggi su Instagram una mamma, vedendo questa foto, mi ha scritto che vorrebbe prendere un animaletto per il suo bimbo che è figlio unico e si sente solo.

Mi è sembrata un’ottima idea per diverse ragioni:

– il gesto di accarezzare un animale è un ottimo anti-stress. Provare per credere!

– la convivenza con un nuovo esserino insegna al bambino il rispetto per gli animali

– il fatto di doversi prendere cura di un cucciolo indifeso insegna ad essere coscienziosi e attenti alle esigenze altrui

– se il bimbo è figlio unico avrà compagnia e si sentirà meno solo

Consiglio vivamente di prendere un animale, quando possibile, in quanto ci sono moltissimi benefici e l’impegno richiesto è minimo.

Una mamma mi ha fatto però notare che, in caso di allergia al pelo,  questa scelta sembra preclusa. In realtà è comunque possibile in quanto, oltre agli amichetti “pelosi” come cani, gatti, conigli e cavie peruviane è possibile prendere con sé animali senza pelo come pesciolini, tartarughe di terra o d’acqua. Non si potrà accarezzarli ma sarà comunque possibile interagire ed avere compagnia.

L’importante è rispettare l’animale, prensersene cura adeguatamente e amarlo incondizionatamente.

Al resto penserà lui…e credetemi, non ve ne pentirete!

Albero di Natale o presepe?

Alzi la mano chi di noi non si è mai trovato ad affrontare l’eterno dilemma: albero di Natale oppure presepe?

Ai posteri l’ardua sentenza. No, scherzo. Affrontiamola ora questa spinosa (di fa per dire) questione.

Nella mia famiglia c’è sempre stata la tradizione dell’albero mentre nella famiglia di mio marito è d’obbligo il presepe. Come mettere d’accordo le due opposte fazioni?

Io una soluzione l’ho trovata. Anzi,  ne ho ben tre:

– fare entrambi. Sia l’albero che il presepe (in questa opzione il problema sono il tempo e lo spazio che devono essere ampi)

– fare albero e presepe ad anni alterni (ovviamente l’anno del presepe si dovranno riporre i regali sotto un mini alberello se no sai che delusione per i bimbi!?)

– fare un albero di Natale da tavolo e accanto un presepe ridotto, con la capanna, la Madonna, Giuseppe, il bambinello, il bue e l’asinello

Io quest’anno ho fatto l’albero di Natale classico e un presepe ridotto:

In ogni caso, che si scelga albero o presepe l’importante è addobbare la propria casa insieme alla propria famiglia. Mentre si pone una pallina su un ramo o una statuina nel presepe succede una cosa strana, una magia: si inizia a sorridere e a cantare canzoni natalizie. È lo spirito del Natale che colpisce grandi e piccini, porta gioia e speranza nei cuori e fa partire il conto alla rovescia per la notte di Natale.

 

Novità 2019 in tema di maternità e congedi

Dal prossimo anno ci potrebbero essere importanti novità in tema di maternità.

La legge di Bilancio, infatti, disegna un vero e proprio pacchetto famiglia

woman holding baby while sitting on fur bean bag
Photo by Daria Shevtsova on Pexels.com

che riguarda il congedo obbligatorio e facoltativo per maternità e paternità nonché il bonus asilo e la “carta famiglia”.

Vediamo nel dettaglio tutte le novità possibili presenti in Manovra:

CONGEDO OBBLIGATORIO DI MATERNITA’

Le donne che vorranno lavorare fino alla data presunta del parto potranno rimanere al lavoro fino al nono mese, ovviamente previa autorizzazione del medico competente. In questo modo potranno usufruire di 5 mesi post partum.

CONGEDO DI PATERNITA’

Il congedo per i padri passa da quattro a ben cinque giorni. La Legge di Bilancio porta l’astensione obbligatoria a cinque giorni ma, per ora, solo per l’anno 2019. Si potranno utilizzare le cinque giornate di astensione obbligatoria nei primi cinque mesi di vita del bambino, anche in via non continuativa. Inoltre, anche per il prossimo anno, è prorogata la facoltà di utilizzare un ulteriore giorno di congedo facoltativo in alternativa però, in questo caso, alla mamma.

CONGEDO FACOLTATIVO DI MATERNITA’

L’idea è di rendere più flessibile questo tipo di congedo. Qualora la proposta approvata, una volta terminata la maternità obbligatoria saranno date alla lavoratrice madre due scelte:

  • 3 mesi: percependo un’indennità pari al 60% della retribuzione

oppure

  • 6 mesi classici: percependo un’indennità pari al 30% della retribuzione

Altra novità potrebbe riguardare l’estensione della maternità facoltativa ai 16 anni d’età dei figli.

Qualora l’emendamento venisse approvato si potrà godere del congedo parentale fino al compimento del sedicesimo anno d’ età del figlio, non percependo però l’indennizzo economico se la richiesta è fatta dopo l’ottavo anno d’età.

BONUS ASILO NIDO

Il bonus asilo nido potrebbe aumentare fino 1.500 euro (ora il contributo alle famiglie per la retta dell’asilo è pari a mille euro annuali).

L’aumento di cinquecento euro sarebbe a disposizione per il triennio 2019 – 2021, successivamente verrebbe rideterminato.

CARTA FAMIGLIA

Viene potenziata la cd. “carta famiglia” con l’ampliamento ai nuclei con almeno tre figli fino a 26 anni (non più 18).

Si sottolinea che le novità normative citate sono state approvate in commissione Bilancio alla Camera ma che l’iter normativo della legge non si è ancora concluso, pertanto non è dato sapere se esse saranno confermate, annullate o modificate.

Quel che è certo è che il tema della maternità è salito agli onori della cronaca a seguito delle segnalazioni circa il deficit di natalità degli ultimi anni ed è un argomento di cui sentiremo parlare ancora a lungo.

Tutela della maternità

affection baby baby girl beautiful
Photo by J carter on Pexels.com

Quando una donna decide di mettere al mondo un figlio inizia a porsi un sacco di domande: come andrà la gravidanza? Sarò in grado di fare la mamma? Avrò i mezzi necessari a crescere la nuova creatura?
Ecco, è a quest’ultima domanda che vorrei cercare di dare una risposta fornendo un piccolo aiuto concreto alle future mamme.

Incominciamo con l’enucleare quelli che sono i diritti delle future/neo mamme.
La legge tutela la donna in gravidanza e fa divieto al datore di lavoro di licenziarla dall’inizio della gestazione fino al compimento di un anno di vita del figlio. In questo stesso periodo è facoltà della mamma rassegnare le dimissioni, in periodo di maternità, facendole convalidare dalla Direzione Territoriale Locale mantenendo il diritto alla disoccupazione (Naspi) che normalmente in caso di dimissioni è negato.

Prima del parto, le lavoratrici dipendenti in gravidanza hanno diritto a permessi retribuiti che serviranno per effettuare esami prenatali e visite mediche.

Se la futura madre ha problemi di salute e/o vi sono gravi complicanze della gravidanza (rischio di aborto prematuro, per esempio) oppure se è adibita a mansioni “rischiose”, ha diritto all’astensione anticipata dal lavoro prima del periodo di maternità obbligatorio (ovvero due mesi prima e tre dopo il parto) continuando a percepire la retribuzione.

Per quanto concerne il congedo obbligatorio di maternità, la lavoratrice ha la possibilità di scegliere un’opzione di flessibilità, posticipando l’astensione di un mese ovvero lavorando fino all’ottavo mese anziché fino al settimo e stando a riposo post-partum quattro mesi anziché i classici tre. Questa opzione è però ammessa solo qualora il medico competente aziendale attesti che non vi sia pregiudizio relativamente alla salute della lavoratrice e del nascituro.
Anche nel caso del congedo obbligatorio la lavoratrice dipendente ha diritto a continuare a percepire la retribuzione (pari all’80% dell’ultimo stipendio). Le lavoratrici autonome, quelle iscritte alla gestione separata dell’Inps e, in qualche caso, le madri che hanno cessato o sospeso l’attività lavorativa godono dell’indennità di maternità obbligatoria. Anche i padri hanno diritto a due giorni di congedo obbligatorio retribuiti. In aggiunta, è possibile chiedere altri due giorni di congedo ma soltanto se la madre rinuncia a due giorni del proprio.

Dopo la nascita, la madre dipendente ha diritto ai permessi per allattamento che consistono in due pause giornaliere di un’ ora ciascuna, anche cumulabili in due ore in un’unica soluzione. Lo stesso vale per la lavoratrice part time (ma in questo caso il congedo può venir limitato se il part-time è inferiore a sei ore giornaliere).

A entrambi i genitori è poi riconosciuto il diritto di astenersi dal lavoro entro i primi sei anni di vita del bambino (c.d. congedi parentali) percependo una retribuzione pari al 30% e per un totale per entrambi i genitori insieme di 10 mesi, frazionati o continuativi   ( i mesi salgono a 11 se il padre si astiene almeno per 3 mesi).
Ciascun genitore singolarmente può usufruire del congedo parentale per un massimo di 6 mesi, elevabili a 7 per il padre lavoratore che esercita il diritto di astenersi dal lavoro per un periodo continuativo o frazionato non inferiore a 3 mesi.
Nel caso di parto plurimo, il diritto al congedo parentale sussiste per ciascun bambino. I genitori hanno altresì diritto ad astenersi dal lavoro mantenendo comunque il posto fino ai 12 anni d’età del minore ma dopo i sei anni il congedo non è retribuito.
Il diritto all’astensione facoltativa è riconosciuto anche ai genitori adottivi e affidatari, che possono usufruire dei congedi parentali entro dodici anni dall’ingresso del minore in famiglia. Le lavoratrici autonome hanno invece diritto di fruire del congedo parentale per un massimo di tre mesi entro l’anno di vita del bambino.
Nel caso di parto plurimo, il diritto al congedo parentale sussiste per ciascun bambino.
Un’ulteriore novità in materia di congedi parentali è stata introdotta dal decreto legislativo n. 81/2015 che ha attribuito la facoltà di chiedere, per una sola volta, in alternativa al congedo parentale, la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a part-time , con il solo limite che la riduzione di orario che non potrà essere superiore al 50%.
In alternativa alla fruizione del congedo parentale è possibile chiedere la corresponsione di voucher per l’acquisto di servizi di baby sitting o per servizi privati accreditati per l’infanzia.

Un’altra tutela per i neo genitori è data dalla possibilità di disporre di riposi retribuiti e congedi non retribuiti per eventuali malattie dei figli.

Un cenno a parte va fatta per la situazione di genitori con minore con handicap in situazione di gravità accertata (legge n. 104/1992 art. 4) che hanno diritto, entro il compimento del dodicesimo anno di vita del bambino, al prolungamento del congedo parentale, fruibile in misura continuativa o frazionata, per un periodo massimo non superiore a tre anni, o, in alternativa, nei primi tre anni di vita del minore, a un permesso giornaliero di due ore retribuite.

I neo genitori hanno anche diritto ad alcuni cd. “bonus”:

1- bonus bebè per i nati dal 2019 (non è ancora chiaro se sarà mantenuto l’importo attuale di 80 euro al mese o se sarà aggiornato l’importo. In ogni caso, il bonus dovrebbe essere maggiorato del 20% per ogni figlio successivo al primo).
2- voucher babysitting (di cui abbiamo già parlato)
3- bonus nido (aiuto economico per pagare la retta mensile per coloro che iscrivono il figlio al nido sino a un importo massimo di mille euro annuali, corrispondenti a 90,91 euro mensili erogati per 11 mensilità)
4- bonus mamma domani (premio nascita) di 800 euro corrisposto alle future madri, a partire dal compimento del 7° mese di gravidanza, riconosciuto anche in caso di affidamento e adozione (anno 2019)

Nel 2019 continueranno ad essere operative anche tutte le detrazioni fiscali per figli a carico: ricordiamo che la detrazione è un importo che si sottrae direttamente dalle imposte dovute.
Clicca per approfondimenti (sito Inps)

Acquisti natalizi online

Oggi mi sono portata avanti con i regali di Natale grazie ad un servizio online di vendita al pubblico. Ho ordinato moltissimi doni che arriveranno tra pochi giorni e per lo più senza spese di spedizione. Ho scelto il ritiro in un punto di ritiro convenzionato a me comodo. Per me che sono ancora in convalescenza dopo un periodo di malattia è una soluzione perfetta e ineguagliabile. Con un semplice clic ho messo nel carrello prodotti di qualità a prezzi scontati.

E voi? Come vi organizzate per i regali di Natale?

Optate per l’acquisto in negozio o preferite la comodità della spesa online?