Cani, gatti & co. amici dei bambini

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Oggi su Instagram una mamma, vedendo questa foto, mi ha scritto che vorrebbe prendere un animaletto per il suo bimbo che è figlio unico e si sente solo.

Mi è sembrata un’ottima idea per diverse ragioni:

– il gesto di accarezzare un animale è un ottimo anti-stress. Provare per credere!

– la convivenza con un nuovo esserino insegna al bambino il rispetto per gli animali

– il fatto di doversi prendere cura di un cucciolo indifeso insegna ad essere coscienziosi e attenti alle esigenze altrui

– se il bimbo è figlio unico avrà compagnia e si sentirà meno solo

Consiglio vivamente di prendere un animale, quando possibile, in quanto ci sono moltissimi benefici e l’impegno richiesto è minimo.

Una mamma mi ha fatto però notare che, in caso di allergia al pelo,  questa scelta sembra preclusa. In realtà è comunque possibile in quanto, oltre agli amichetti “pelosi” come cani, gatti, conigli e cavie peruviane è possibile prendere con sé animali senza pelo come pesciolini, tartarughe di terra o d’acqua. Non si potrà accarezzarli ma sarà comunque possibile interagire ed avere compagnia.

L’importante è rispettare l’animale, prensersene cura adeguatamente e amarlo incondizionatamente.

Al resto penserà lui…e credetemi, non ve ne pentirete!

Albero di Natale o presepe?

Alzi la mano chi di noi non si è mai trovato ad affrontare l’eterno dilemma: albero di Natale oppure presepe?

Ai posteri l’ardua sentenza. No, scherzo. Affrontiamola ora questa spinosa (di fa per dire) questione.

Nella mia famiglia c’è sempre stata la tradizione dell’albero mentre nella famiglia di mio marito è d’obbligo il presepe. Come mettere d’accordo le due opposte fazioni?

Io una soluzione l’ho trovata. Anzi,  ne ho ben tre:

– fare entrambi. Sia l’albero che il presepe (in questa opzione il problema sono il tempo e lo spazio che devono essere ampi)

– fare albero e presepe ad anni alterni (ovviamente l’anno del presepe si dovranno riporre i regali sotto un mini alberello se no sai che delusione per i bimbi!?)

– fare un albero di Natale da tavolo e accanto un presepe ridotto, con la capanna, la Madonna, Giuseppe, il bambinello, il bue e l’asinello

Io quest’anno ho fatto l’albero di Natale classico e un presepe ridotto:

In ogni caso, che si scelga albero o presepe l’importante è addobbare la propria casa insieme alla propria famiglia. Mentre si pone una pallina su un ramo o una statuina nel presepe succede una cosa strana, una magia: si inizia a sorridere e a cantare canzoni natalizie. È lo spirito del Natale che colpisce grandi e piccini, porta gioia e speranza nei cuori e fa partire il conto alla rovescia per la notte di Natale.

 

Novità 2019 in tema di maternità e congedi

Dal prossimo anno ci potrebbero essere importanti novità in tema di maternità.

La legge di Bilancio, infatti, disegna un vero e proprio pacchetto famiglia

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Photo by Daria Shevtsova on Pexels.com

che riguarda il congedo obbligatorio e facoltativo per maternità e paternità nonché il bonus asilo e la “carta famiglia”.

Vediamo nel dettaglio tutte le novità possibili presenti in Manovra:

CONGEDO OBBLIGATORIO DI MATERNITA’

Le donne che vorranno lavorare fino alla data presunta del parto potranno rimanere al lavoro fino al nono mese, ovviamente previa autorizzazione del medico competente. In questo modo potranno usufruire di 5 mesi post partum.

CONGEDO DI PATERNITA’

Il congedo per i padri passa da quattro a ben cinque giorni. La Legge di Bilancio porta l’astensione obbligatoria a cinque giorni ma, per ora, solo per l’anno 2019. Si potranno utilizzare le cinque giornate di astensione obbligatoria nei primi cinque mesi di vita del bambino, anche in via non continuativa. Inoltre, anche per il prossimo anno, è prorogata la facoltà di utilizzare un ulteriore giorno di congedo facoltativo in alternativa però, in questo caso, alla mamma.

CONGEDO FACOLTATIVO DI MATERNITA’

L’idea è di rendere più flessibile questo tipo di congedo. Qualora la proposta approvata, una volta terminata la maternità obbligatoria saranno date alla lavoratrice madre due scelte:

  • 3 mesi: percependo un’indennità pari al 60% della retribuzione

oppure

  • 6 mesi classici: percependo un’indennità pari al 30% della retribuzione

Altra novità potrebbe riguardare l’estensione della maternità facoltativa ai 16 anni d’età dei figli.

Qualora l’emendamento venisse approvato si potrà godere del congedo parentale fino al compimento del sedicesimo anno d’ età del figlio, non percependo però l’indennizzo economico se la richiesta è fatta dopo l’ottavo anno d’età.

BONUS ASILO NIDO

Il bonus asilo nido potrebbe aumentare fino 1.500 euro (ora il contributo alle famiglie per la retta dell’asilo è pari a mille euro annuali).

L’aumento di cinquecento euro sarebbe a disposizione per il triennio 2019 – 2021, successivamente verrebbe rideterminato.

CARTA FAMIGLIA

Viene potenziata la cd. “carta famiglia” con l’ampliamento ai nuclei con almeno tre figli fino a 26 anni (non più 18).

Si sottolinea che le novità normative citate sono state approvate in commissione Bilancio alla Camera ma che l’iter normativo della legge non si è ancora concluso, pertanto non è dato sapere se esse saranno confermate, annullate o modificate.

Quel che è certo è che il tema della maternità è salito agli onori della cronaca a seguito delle segnalazioni circa il deficit di natalità degli ultimi anni ed è un argomento di cui sentiremo parlare ancora a lungo.

Tutela della maternità

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Photo by J carter on Pexels.com

Quando una donna decide di mettere al mondo un figlio inizia a porsi un sacco di domande: come andrà la gravidanza? Sarò in grado di fare la mamma? Avrò i mezzi necessari a crescere la nuova creatura?
Ecco, è a quest’ultima domanda che vorrei cercare di dare una risposta fornendo un piccolo aiuto concreto alle future mamme.

Incominciamo con l’enucleare quelli che sono i diritti delle future/neo mamme.
La legge tutela la donna in gravidanza e fa divieto al datore di lavoro di licenziarla dall’inizio della gestazione fino al compimento di un anno di vita del figlio. In questo stesso periodo è facoltà della mamma rassegnare le dimissioni, in periodo di maternità, facendole convalidare dalla Direzione Territoriale Locale mantenendo il diritto alla disoccupazione (Naspi) che normalmente in caso di dimissioni è negato.

Prima del parto, le lavoratrici dipendenti in gravidanza hanno diritto a permessi retribuiti che serviranno per effettuare esami prenatali e visite mediche.

Se la futura madre ha problemi di salute e/o vi sono gravi complicanze della gravidanza (rischio di aborto prematuro, per esempio) oppure se è adibita a mansioni “rischiose”, ha diritto all’astensione anticipata dal lavoro prima del periodo di maternità obbligatorio (ovvero due mesi prima e tre dopo il parto) continuando a percepire la retribuzione.

Per quanto concerne il congedo obbligatorio di maternità, la lavoratrice ha la possibilità di scegliere un’opzione di flessibilità, posticipando l’astensione di un mese ovvero lavorando fino all’ottavo mese anziché fino al settimo e stando a riposo post-partum quattro mesi anziché i classici tre. Questa opzione è però ammessa solo qualora il medico competente aziendale attesti che non vi sia pregiudizio relativamente alla salute della lavoratrice e del nascituro.
Anche nel caso del congedo obbligatorio la lavoratrice dipendente ha diritto a continuare a percepire la retribuzione (pari all’80% dell’ultimo stipendio). Le lavoratrici autonome, quelle iscritte alla gestione separata dell’Inps e, in qualche caso, le madri che hanno cessato o sospeso l’attività lavorativa godono dell’indennità di maternità obbligatoria. Anche i padri hanno diritto a due giorni di congedo obbligatorio retribuiti. In aggiunta, è possibile chiedere altri due giorni di congedo ma soltanto se la madre rinuncia a due giorni del proprio.

Dopo la nascita, la madre dipendente ha diritto ai permessi per allattamento che consistono in due pause giornaliere di un’ ora ciascuna, anche cumulabili in due ore in un’unica soluzione. Lo stesso vale per la lavoratrice part time (ma in questo caso il congedo può venir limitato se il part-time è inferiore a sei ore giornaliere).

A entrambi i genitori è poi riconosciuto il diritto di astenersi dal lavoro entro i primi sei anni di vita del bambino (c.d. congedi parentali) percependo una retribuzione pari al 30% e per un totale per entrambi i genitori insieme di 10 mesi, frazionati o continuativi   ( i mesi salgono a 11 se il padre si astiene almeno per 3 mesi).
Ciascun genitore singolarmente può usufruire del congedo parentale per un massimo di 6 mesi, elevabili a 7 per il padre lavoratore che esercita il diritto di astenersi dal lavoro per un periodo continuativo o frazionato non inferiore a 3 mesi.
Nel caso di parto plurimo, il diritto al congedo parentale sussiste per ciascun bambino. I genitori hanno altresì diritto ad astenersi dal lavoro mantenendo comunque il posto fino ai 12 anni d’età del minore ma dopo i sei anni il congedo non è retribuito.
Il diritto all’astensione facoltativa è riconosciuto anche ai genitori adottivi e affidatari, che possono usufruire dei congedi parentali entro dodici anni dall’ingresso del minore in famiglia. Le lavoratrici autonome hanno invece diritto di fruire del congedo parentale per un massimo di tre mesi entro l’anno di vita del bambino.
Nel caso di parto plurimo, il diritto al congedo parentale sussiste per ciascun bambino.
Un’ulteriore novità in materia di congedi parentali è stata introdotta dal decreto legislativo n. 81/2015 che ha attribuito la facoltà di chiedere, per una sola volta, in alternativa al congedo parentale, la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a part-time , con il solo limite che la riduzione di orario che non potrà essere superiore al 50%.
In alternativa alla fruizione del congedo parentale è possibile chiedere la corresponsione di voucher per l’acquisto di servizi di baby sitting o per servizi privati accreditati per l’infanzia.

Un’altra tutela per i neo genitori è data dalla possibilità di disporre di riposi retribuiti e congedi non retribuiti per eventuali malattie dei figli.

Un cenno a parte va fatta per la situazione di genitori con minore con handicap in situazione di gravità accertata (legge n. 104/1992 art. 4) che hanno diritto, entro il compimento del dodicesimo anno di vita del bambino, al prolungamento del congedo parentale, fruibile in misura continuativa o frazionata, per un periodo massimo non superiore a tre anni, o, in alternativa, nei primi tre anni di vita del minore, a un permesso giornaliero di due ore retribuite.

I neo genitori hanno anche diritto ad alcuni cd. “bonus”:

1- bonus bebè per i nati dal 2019 (non è ancora chiaro se sarà mantenuto l’importo attuale di 80 euro al mese o se sarà aggiornato l’importo. In ogni caso, il bonus dovrebbe essere maggiorato del 20% per ogni figlio successivo al primo).
2- voucher babysitting (di cui abbiamo già parlato)
3- bonus nido (aiuto economico per pagare la retta mensile per coloro che iscrivono il figlio al nido sino a un importo massimo di mille euro annuali, corrispondenti a 90,91 euro mensili erogati per 11 mensilità)
4- bonus mamma domani (premio nascita) di 800 euro corrisposto alle future madri, a partire dal compimento del 7° mese di gravidanza, riconosciuto anche in caso di affidamento e adozione (anno 2019)

Nel 2019 continueranno ad essere operative anche tutte le detrazioni fiscali per figli a carico: ricordiamo che la detrazione è un importo che si sottrae direttamente dalle imposte dovute.
Clicca per approfondimenti (sito Inps)

Acquisti natalizi online

Oggi mi sono portata avanti con i regali di Natale grazie ad un servizio online di vendita al pubblico. Ho ordinato moltissimi doni che arriveranno tra pochi giorni e per lo più senza spese di spedizione. Ho scelto il ritiro in un punto di ritiro convenzionato a me comodo. Per me che sono ancora in convalescenza dopo un periodo di malattia è una soluzione perfetta e ineguagliabile. Con un semplice clic ho messo nel carrello prodotti di qualità a prezzi scontati.

E voi? Come vi organizzate per i regali di Natale?

Optate per l’acquisto in negozio o preferite la comodità della spesa online?

Amarsi come fondamento per essere amati

Partiamo dal presupposto che chi non si ama ha sicuramente problemi di autostima.

Detto ciò vediamo preliminarmente perché alcune persone non si amano. Una prima causa può essere dovuta al fatto che le persone più vicine fanno critiche e ammonimenti costanti. Un secondo motivo può essere una cocente delusione che ha minato le proprie certezze. Altra motivazione può essere ricercata nel passato del soggetto in quanto, spesso, chi non si ama non ha ricevuto affetto dai genitori ed ha quindi un retaggio di disistima e mancanza d’amore. Un’ultima causa di mancanza può derivare dalla difficoltà di superare certi limiti mentali come quello che considera non desiderabile “il diverso” (il malato, l’omosessuale, il disabile, ecc…).

In tutti questi casi si riscontra una matrice comune: il blocco è nella testa, nel proprio io pensante. Il limite è dato da ciò che noi pensiamo di noi stessi. A volte influenzato dal pensiero altrui, talvolta minato da un nostro disagio interiore…

La disistima per noi stessi nasce da dentro.

Può sembrare paradossale ma è così. Se non ci amiamo è perché scegliamo di non farlo.

Questa situazione però può mutare, se lo vogliamo davvero. Possiamo scegliere di amarci, di cercare ciò che di bello possediamo e puntare su quello.

Chi desidera essere amato deve per prima cosa impare a volersi bene. Gli altri si riflettono nei nostri occhi. Una persona che si stima e si ama darà un’immagine positiva di sé. Chi, al contrario, è insicuro e non si considera all’altezza fornira’ una fotografia di sé negativa.

Tutto parte da noi.

“Amare sé stessi è una storia d’amore lunga tutta una vita” diceva Oscar Wilde.

È esattamente così che vanno le cose. Chi riesce a raggiungere un grado di autostima elevato e impara a prendersi cura di sé stesso attirerà amore e ammirazione e non si sentirà mai solo.

Spendo ancora una parola per chi si vede “diverso” perché non conforme alle regole sociali o perché prigioniero di taluni schemi mentali. Chi si considera tale ha una visione errata di sé stesso. Vede la diversità come qualcosa di negativo, come un limite. Il consiglio è di guardare la propria particolarità come qualcosa di speciale, fuori dagli schemi… Imparando a valorizzare i propri punti di forza la diversità può trasformarsi in un marchio distintivo, un super potere…

I limiti sono solo nella nostra mente. Impariamo a superarli, a valorizzarci ed essi scompariranno. Impariamo a volerci bene e ogni cosa che prima ci sembrava impossibile diventerà alla nostra portata.

Amarci è il più grande dono che possiamo farci.

 

 

 

Countdown al Natale

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Siamo arrivati al primo Dicembre. Da oggi si appendono i calendari di Natale, si corre a fare i regali per parenti e amici, se si è piccini si scrive la letterina per Gesù Bambino o Babbo Natale e si inizia a programmare il pranzo della vigilia e del 25.

Saranno settimane convulse e impegnative come non mai ma anche piene di allegria ed emozioni.

I cuori saranno colmi di gioia e felicità. Di colpo anche la persona più stressata e negativa vedrà il bicchiere mezzo pieno e una luce in lontananza…

È la cosiddetta “magia del Natale” che colpisce inevitabilmente grandi e piccini.

Alzi la mano chi non si emoziona a guardare le luci di Natale in giro per la città e in casa.

Inoltre nessuno riesce a resistere alla tentazione di comprare una nuova statuina del presepe o una pallina per l’albero di Natale.

Anche il cuore più duro si scioglie nel periodo natalizio.

Se non è magia questa, cosa lo è?

Se dico “Tu scendi dalle stelle”…voi cosa cantate mentalmente? Visto, è proprio magia.