L’autostima, questa sconosciuta

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Ieri ho iniziato a leggere questo libro. Ho già divorato le prime 90 pagine.

È una sorta di manuale che sintetizza cos’è l’autostima, perché viene a mancare e come si può fare per elevarla.

L’introduzione è abbastanza noiosa perché ripercorre l’argomento all’interno della storia della psicologia… Per una come me non avvezza a questo genere di letture è stata dura non mollare. Ho perseverato e sono stata premiata: il seguito è scorrevole e molto utile.

Dopo una prima parte descrittiva sull’argomento si passa alla sezione: ” I sei pilastri dell’autostima” che aiuta il lettore a entrare meglio nella materia trattata e a comprendere come un basso livello di autostima sia sinonimo di fallimento, paura, blocco mentale mentre un alto livello sia portatore di innovazione, sicurezza e successo.

Mi sono talmente immedesimata negli esempi trattati dall’autore da dovermi guardare intorno per verificare l’assenza di telecamere nascoste in camera. A parte le battute, lo psicoterapeuta Branden coglie l’essenza del profilo medio con bassa autostima e trova le leve per spronare al cambiamento.

Una lettura davvero interessante.

Soprattutto alla luce dei cambiamenti che la società odierna impone: massimizzazione del profitto, elevati standart qualitativi e quantitativi, competizione costante, ecc…

Chi si sente davvero all’altezza di ciò che è richiesto oggi dalla società?

Onestamente io mi sento da sempre imbrigliata in schemi mentali retaggio di anni e anni di catechismo, disciplina scolastica e familiare. Non sono mai stata una che si butta, che crede talmente in sé stessa da provare strade nuove. Il nuovo mi ha sempre affascinata ma al contempo, messa a disagio. Ho sempre avuto la sensazione che restando nel conosciuto, nello spazio sicuro avrei avuto maggiori chance di successo e serenità.

Finché un giorno mi sono accorta che, a dispetto di tutto, la mia corazza non mi aveva protetta dall’inevitabile e dalla tristezza.

A quel punto, dopo un primo momento di sbandamento, ho preso coscienza che se avessi fatto scelte più azzardate quel momento di smarrimento emotivo sarebbe arrivato comunque ma che, nel frattempo, sarei stata più felice e appagata perché avrei fatto ciò che mi piaceva, quello che mi dicevano istinto e cuore.

“Chi non risica non rosica”. Ci penso spesso. Nulla di più vero. Chi non prova ha già perso in partenza. Qui torniamo all’argomento principe di questo articolo: l’autostima. Solo chi crede realmente nelle proprie capacità può riuscire a buttarsi. Coloro che temono il giudizio altrui o, peggio, pensano di non valere abbastanza, non faranno mai grandi cose.

L’unica costante dell’universo è il cambiamento. Tutto muta. O seguiamo e interpretiano il cambiamento oppure restiamo fermi dove siamo e vediamo il mondo andare avanti senza di noi.

Per me, come per l’autore di questo libro, l’autostima è il motore del cambiamento e la fonte del successo.

Prima si inizia a credere in sé stessi, prima si comincia la propria strada verso grandi traguardi.

Un pensiero riguardo “L’autostima, questa sconosciuta

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