Tutela della maternità

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Quando una donna decide di mettere al mondo un figlio inizia a porsi un sacco di domande: come andrà la gravidanza? Sarò in grado di fare la mamma? Avrò i mezzi necessari a crescere la nuova creatura?
Ecco, è a quest’ultima domanda che vorrei cercare di dare una risposta fornendo un piccolo aiuto concreto alle future mamme.

Incominciamo con l’enucleare quelli che sono i diritti delle future/neo mamme.
La legge tutela la donna in gravidanza e fa divieto al datore di lavoro di licenziarla dall’inizio della gestazione fino al compimento di un anno di vita del figlio. In questo stesso periodo è facoltà della mamma rassegnare le dimissioni, in periodo di maternità, facendole convalidare dalla Direzione Territoriale Locale mantenendo il diritto alla disoccupazione (Naspi) che normalmente in caso di dimissioni è negato.

Prima del parto, le lavoratrici dipendenti in gravidanza hanno diritto a permessi retribuiti che serviranno per effettuare esami prenatali e visite mediche.

Se la futura madre ha problemi di salute e/o vi sono gravi complicanze della gravidanza (rischio di aborto prematuro, per esempio) oppure se è adibita a mansioni “rischiose”, ha diritto all’astensione anticipata dal lavoro prima del periodo di maternità obbligatorio (ovvero due mesi prima e tre dopo il parto) continuando a percepire la retribuzione.

Per quanto concerne il congedo obbligatorio di maternità, la lavoratrice ha la possibilità di scegliere un’opzione di flessibilità, posticipando l’astensione di un mese ovvero lavorando fino all’ottavo mese anziché fino al settimo e stando a riposo post-partum quattro mesi anziché i classici tre. Questa opzione è però ammessa solo qualora il medico competente aziendale attesti che non vi sia pregiudizio relativamente alla salute della lavoratrice e del nascituro.
Anche nel caso del congedo obbligatorio la lavoratrice dipendente ha diritto a continuare a percepire la retribuzione (pari all’80% dell’ultimo stipendio). Le lavoratrici autonome, quelle iscritte alla gestione separata dell’Inps e, in qualche caso, le madri che hanno cessato o sospeso l’attività lavorativa godono dell’indennità di maternità obbligatoria. Anche i padri hanno diritto a due giorni di congedo obbligatorio retribuiti. In aggiunta, è possibile chiedere altri due giorni di congedo ma soltanto se la madre rinuncia a due giorni del proprio.

Dopo la nascita, la madre dipendente ha diritto ai permessi per allattamento che consistono in due pause giornaliere di un’ ora ciascuna, anche cumulabili in due ore in un’unica soluzione. Lo stesso vale per la lavoratrice part time (ma in questo caso il congedo può venir limitato se il part-time è inferiore a sei ore giornaliere).

A entrambi i genitori è poi riconosciuto il diritto di astenersi dal lavoro entro i primi sei anni di vita del bambino (c.d. congedi parentali) percependo una retribuzione pari al 30% e per un totale per entrambi i genitori insieme di 10 mesi, frazionati o continuativi   ( i mesi salgono a 11 se il padre si astiene almeno per 3 mesi).
Ciascun genitore singolarmente può usufruire del congedo parentale per un massimo di 6 mesi, elevabili a 7 per il padre lavoratore che esercita il diritto di astenersi dal lavoro per un periodo continuativo o frazionato non inferiore a 3 mesi.
Nel caso di parto plurimo, il diritto al congedo parentale sussiste per ciascun bambino. I genitori hanno altresì diritto ad astenersi dal lavoro mantenendo comunque il posto fino ai 12 anni d’età del minore ma dopo i sei anni il congedo non è retribuito.
Il diritto all’astensione facoltativa è riconosciuto anche ai genitori adottivi e affidatari, che possono usufruire dei congedi parentali entro dodici anni dall’ingresso del minore in famiglia. Le lavoratrici autonome hanno invece diritto di fruire del congedo parentale per un massimo di tre mesi entro l’anno di vita del bambino.
Nel caso di parto plurimo, il diritto al congedo parentale sussiste per ciascun bambino.
Un’ulteriore novità in materia di congedi parentali è stata introdotta dal decreto legislativo n. 81/2015 che ha attribuito la facoltà di chiedere, per una sola volta, in alternativa al congedo parentale, la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a part-time , con il solo limite che la riduzione di orario che non potrà essere superiore al 50%.
In alternativa alla fruizione del congedo parentale è possibile chiedere la corresponsione di voucher per l’acquisto di servizi di baby sitting o per servizi privati accreditati per l’infanzia.

Un’altra tutela per i neo genitori è data dalla possibilità di disporre di riposi retribuiti e congedi non retribuiti per eventuali malattie dei figli.

Un cenno a parte va fatta per la situazione di genitori con minore con handicap in situazione di gravità accertata (legge n. 104/1992 art. 4) che hanno diritto, entro il compimento del dodicesimo anno di vita del bambino, al prolungamento del congedo parentale, fruibile in misura continuativa o frazionata, per un periodo massimo non superiore a tre anni, o, in alternativa, nei primi tre anni di vita del minore, a un permesso giornaliero di due ore retribuite.

I neo genitori hanno anche diritto ad alcuni cd. “bonus”:

1- bonus bebè per i nati dal 2019 (non è ancora chiaro se sarà mantenuto l’importo attuale di 80 euro al mese o se sarà aggiornato l’importo. In ogni caso, il bonus dovrebbe essere maggiorato del 20% per ogni figlio successivo al primo).
2- voucher babysitting (di cui abbiamo già parlato)
3- bonus nido (aiuto economico per pagare la retta mensile per coloro che iscrivono il figlio al nido sino a un importo massimo di mille euro annuali, corrispondenti a 90,91 euro mensili erogati per 11 mensilità)
4- bonus mamma domani (premio nascita) di 800 euro corrisposto alle future madri, a partire dal compimento del 7° mese di gravidanza, riconosciuto anche in caso di affidamento e adozione (anno 2019)

Nel 2019 continueranno ad essere operative anche tutte le detrazioni fiscali per figli a carico: ricordiamo che la detrazione è un importo che si sottrae direttamente dalle imposte dovute.
Clicca per approfondimenti (sito Inps)

4 pensieri riguardo “Tutela della maternità

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