La chiamavano “accumulatrice compulsiva”

pile of books in shallow focus photography
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A volte mi faccio paura da sola.

Scendo in cantina e vedo la montagna di roba che ho accumulato perché “poteva sempre tornare utile” oppure poiché “è roba ancora in buone condizioni, teniamola lì per adesso” o ancora con l’intento “la metto lì ma in primavera porto via tutto”… Strabuzzo gli occhi e scuoto la testa. Non può essere vero! Sicuramente un marziano è entrato lì dentro e ha lasciato la roba che non stava nella navicella spaziale.. Un essere umano non potrebbe accumulare e far stare tanta roba in uno spazio ristretto e in equilibrio così precario!

Invece poi mi sveglio dal mio torpore e mi rendo conto che la marziana sono io.

Sono riuscita nella titanica impresa di accumulare roba in altezza e in larghezza riempiendo tutti gli scaffali, gli armadi, le porzioni calpestabili e sono persino riuscita a inserire roba in senso verticale fino quasi a toccare il soffitto!

Fantascienza? No amara realtà!

Ovviamente non posso più raggiungere la metà degli oggetti quindi, anche mi servissero, sono “off limits”.  Non ha alcun senso eppure, l’idea di disfarmi di quelle cose mi devasta. E’ come privarmi di un ricordo, cancellare un attimo della mia vita. Sono talmente ancorata al passato che non valuto nemmeno l’idea. E accumulo, compulsivamente finché ci sta roba.

Quando poi la cantina sta per scoppiare, allora scatta la fase due: mi vesto tipo palombaro con fascia in testa, guanti, mascherina e tuta e vado in missione. Per prima cosa decido cosa sento di poter buttare o regalare. Poi passo all’attacco. Mi faccio forza e inizio a mettere da parte le cose che voglio donare e metto negli scatoloni “tattici” (prendo quelli enormi dei traslochi per farci stare più roba) le cose inutilizzabili da gettar via. E faccio ogni volta (giuro) una scoperta sconvolgente: non avrei mai più avuto bisogno di quelle cose! Erano passate di moda o le tarme le avevano “gustate” lasciando il loro ricordino oppure si trattava di oggetti inutili e obsoleti, ecc…

Perché ho atteso tanto a fare pulizia in cantina? Ora è molto più spaziosa, le cose si trovano più agevolmente e non devo più vergognarmi come una ladra quando scendo con mio figlio a prendere qualcosa e lui inevitabilmente mi domanda se il passaggio sia sicuro o se vi sia il rischio di caduta accidentale di oggetti… Mica vorrò dover indossare un casco protettivo da cantiere per entrare qui dentro, mi dico?! Così mi riprometto di tenere ordinato e buttar via le cose che non uso più, senza nuovamente accumularle in cantina.

Quanto dura il mio proposito? Da tre a quattro mesi circa. Poi un fine settimana faccio il cambio stagionale degli armadi e trovo capi datati o che non mi entrano più (perché nel frattempo ci sono state le feste e magari ho preso qualche chiletto in più) e il diavoletto  dormiente sulla mia spalla sinistra si risveglia e mi sussurra piano all’orecchio “Mica vorrai buttare via questa roba? Con la crisi che c’è è un sacrilegio e poi può tornare di moda oppure tu puoi perdere peso e rientrare in quegli splendidi jeans? Davvero vuoi privarti di queste cose che magari un domani potevano esserti utili? Piuttosto se poi non ti serviranno, puoi darle via un domani!” . Ed ecco che il diavolo tentatore torna a far danni e quella roba è solo la prima di tante altre che verranno nuovamente stipate in cantina. Anno dopo anno, il ciclo infernale ricomincia inesorabile!

Posso ancora provare a mettere un lucchetto alla cantina e dare la chiave ad un “controllore”…tipo persona a dieta che chiude il frigo col lucchetto per non lasciarsi tentare. Ma chi voglio prendere in giro? Troverei un altro luogo dove accumulare la mia roba!

Se fosse un film s’intitolerebbe :”La chiamavano Accumulatrice Compulsiva” , la triste storia della donna sommersa dagli scatoloni…

THE END…

woman in grey shirt holding brown cardboard box
Photo by bruce mars on Pexels.com

 

 

6 pensieri riguardo “La chiamavano “accumulatrice compulsiva”

  1. Succede questo quando si ha una casa grande e capiente, se vivi in una casetta come la mia in Inghilterra, non puoi accumulare un bel niente ho a malapena un piccolissimo armadio, e a ogni stagione mi disfo di cose che non metto più.

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  2. Ê sperabile che tu sia l’unica in famiglia ad accumulare in modo compulsivo, perché diversamente dovreste liberare la casa della Vs presenza per lasciare spazio agli oggetti.

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