Sono tornata!! Con grandi novità…

20200705_201217Eccomi nuovamente qui…

Con qualche novità evidente: un nuovo membro della famiglia!

Il piccoletto nella foto si chiama Nicolò ed è l’ultimo arrivato in casa Bertacco.

Il mio secondo figlio è nato il 3 gennaio all’ ospedale Sant’Anna di Torino con parto cesareo programmato (a causa dei miei problemini-ora li considero tali-di salute).

Gravidanza bellissima senza quasi dolori.

Qualche corsa in ospedale ma nulla di grave, per fortuna.

È andato tutto per il meglio fino al momento dell’allattamento: a quel punto…tragedia!! Il piccolo aveva una fame da lupo, si è attaccato immediatamente ma dal mio seno non arrivava nulla.

È normale i primi giorni. Lui però era affamato e si attaccava in continuazione urlando e piangendo.

Io ero esausta per l’operazione e a causa degli antidolorifici.

Non ricordo molto di quegli attimi concitati… Solamente che il cuore ha iniziato a battere come un forsennato e la vista ad annebbiarsi. Poi il nulla.

Sono collassata per la stanchezza e i farmaci.

Una volta ripresa, la pressione ha iniziato a fare le bizze ed io non ero più in grado di attaccare al seno il piccolo. Non mi reggevo in piedi.

Sconforto. Panico. Capannello dei medici.

Dopo vari tentativi e consulti mi danno le pastiglie per togliere il latte. Le assumo a malincuore.

Tristezza. Pianto. Angoscia. Senso di colpa.

I dubbi mi assalgono: sarò stata frettolosa a togliere il latte? Forse potevo stringere i denti e riprovare… E se con il latte artificiale si ammalasse più facilmente?

Torno con la mente a 10 anni prima. All’allattamento del mio primo figlio.

Le ragadi al seno. La mastite con febbre incorporata. La depressione post partum causata dalla stanchezza. La corsa in ospedale a 3 mesi per gastroenterite fulminante. Il ricovero ospedaliero e l’ansia. La perdita improvvisa del latte a causa della paura e dello stress. Il disagio psicologico, la chiusura e l’allontanamento dal resto della famiglia.

Mi dico che forse stavolta ho fatto la scelta giusta. Per me e per mio figlio.

Mi convinco che andrà tutto bene e che essere madre prescinde dal tipo di latte che si riesce a donare al proprio figlio.

Essere una buona mamma vuol dire amare, proteggere e crescere serenamente il proprio cucciolo.

Serenamente. È questa la parola chiave che mi mancava!

Una mamma serena alleva figli sereni.

Una mamma sana cresce figli sani.

È stata una scelta difficile non allattare ma, col senno di poi, la più giusta per me perché mi ha permesso di non ammalarmi, abbattermi e rimanere serena. Mio figlio sta crescendo benissimo ed è sempre stato felice e spensierato.

Non gli è mai mancato il mio affetto. E così al resto della famiglia.

Niente depressione a sto giro e nessun cedimento psicologico.

Tra l’altro, Nicolò è sempre stato in salute e mangia con appetito tutto ciò che gli si presenta.

Ed eccomi qui. Pronta a riprendere da dove avevo lasciato prima della gravidanza.

Lanciata a tutta velocità verso la mia nuova vita.

Per chi volesse farne parte vi aspetto qui. Ogni settimana un nuovo capitolo di questa meravigliosa e folle avventura.

Con affetto,

Elena

 

 

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